Decreto Rilancio: tutte le misure fiscali per le imprese

Decreto Rilancio: tutte le misure fiscali per le imprese

È stato definito dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, un testo talmente complesso "pari a due leggi di Bilancio", il Decreto Rilancio è stato approvato con misure pari a 55 miliardi.

Ma quali sono le misure adottate per le imprese?

Decreto Rilancio: le misure adottate per le imprese

Il Provvedimento contiene tutte le misure per aiutare sia le famiglie italiane che le imprese, bonus e misure fiscali da adottare.

Vediamoli insieme.

Il Fondo Perduto

Rientrano in questa misura, tutti i lavoratori autonomi e Partita IVA, compresi anche gli enti non commerciali, gli enti del terzo settore e gli enti civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali.

Il comma 2 dell’articolo contiene le categorie di soggetti che non possono in ogni caso beneficiare del contributo, e più precisamente:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020;
  • gli enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR;
  • gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del TUIR;
  • i soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 o 44 del D.L. n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020.

La disposizione demanda all'Agenzia delle entrate sia la concessione di un contributo di fondo perduto, sia l'attività di recupero di eventuali contributi indebitamente percepiti.

Il contributo spetta ai soggetti che abbiano un ammontare di compensi nell'anno 2019, non superiore ai cinque milioni di euro, e se l'ammontare del fatturato del mesi di aprile sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile nel 2019.

Per coloro che hanno aperto nel mese di gennaio 2019, il contributo spetta a prescindere dal requisito di calo del fatturato.

Bonus INPS

Nel Decreto rilancio è previsto il rinnovo automatico del Bonus 600 euro INPS, l'introduzione del Bonus 1000 euro INPS, modifiche al Bonus Baby sitter 2020 e Congedo parentale.

Al bonus 1000 euro potranno accedere tutti quei soggetti che possono dimostrare di aver subito un danno di almeno il 33% del guadagno nel secondo bimestre 2020.

Cassa integrazione

Con il Decreto Rilancio, la Cassa Integrazione (CIG) è stata prorogata, con la premessa che sarà più rapida.

Gli imprenditori potranno usufruire della misura fino a 18 settimane di CIG, il 40% delle ore saranno anticipate dall'INPS entro quindici giorni dalla presentazione della domanda, la quale a sua volta deve essere presentata entro quindici giorni dal momento della riduzione o chiusura dell'attività.

Taglio IRAP, IMU e TOSAP

Le aziende fino a 250.000 euro di fatturato annuo non dovranno versare né il saldo IRAP 2019 nel mese di giugno, né l'acconto del 40% sul versamento 2020.

Alberghi e centri termali non pagheranno a giugno l'IMU.

Fino a ottobre non si pagherà per gli spazi extra di occupazione del suolo pubblico, necessari per garantire il distanziamento sociale.

Contratti finanziari e assicurativi

Questa misura, presente del Decreto Rilancio, introduce modalità semplificate per la conclusione dei contratti aventi ad oggetto la prestazione dei servizi di investimento, di adesione ad organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) e assicurativi, con l'obiettivo di permettere di assicurare la continuità dell'accesso degli investitori a tali servizi e prodotti.

La disposizione agevola la conclusione di nuovi contratti a distanza, mediante modalità semplificate di formalizzazione del consenso, oltrepassando le difficoltà esistenti a causa dell'emergenza COVID-19.

La disposizione ha a cuore soprattutto la clientela al dettaglio, potenzialmente più esposta alle limitazioni imposte dalla crisi, perchè non sempre in possesso di dotazioni e strumentazioni informatiche e telematiche in grado di concludere contratti a distanza.

La disposizione ha carattere eccezionale, per cui regola i soli contratti conclusi tra la data di entrata in vigore e la cessazione dello stato di emergenza.

Nella disposizione del Decreto Rilancio è stato previsto uno strumento di "riassicurazione" dello Stato che ha come obiettivo il mantenimento del sistema del finanziamento interaziendale, per conseguire la continuità di scambi commerciali.

Con lo strumento di garanzia statale per l'assicurazione crediti commerciali a breve termine, è stata previsto un accesso alle coperture assicurative emesse a protezione della liquidità delle aziende italiane, per permettere di mantenere le linee di credito coperte dalle Compagnie di Assicurazione.

Fondo di garanzia della Banca Europea per gli investimenti

La Banca Europea per gli Investimenti ha proposto la creazione di un fondo di garanzia paneuropeo da 25 miliardi, in grado di garantire liquidità e accesso ai finanziamenti. La misura permette di erogare fino a 200 miliardi di euro, nella forma di garanzie e prestiti diretti o indiretti.

Voto plurimo nelle società con azioni quotate in mercati regolamentati

Con questo intervento si vuole preservare l'autonomia statutaria e lasciare al mercato la scelta in merito a emissioni di azioni a voto plurimo, anche da parte di società italiane, con azioni quotate nei mercati regolamentati.

Startup Innovative

Nel Decreto Rilancio si supportano le startup innovative, dato che, per la loro natura, hanno un maggiore bisogno di liquidità.

Oltre a tale importante prospettiva di innovazione della misura, si prevede l’attivazione di una nuova linea di intervento volta a facilitare l’incontro tra start up innovative e sistema degli incubatori, acceleratori, università, innovation hub mediante il ricorso ad un contributo a fondo perduto per l’acquisizione dei servizi prestati da tali soggetti e rafforzamento patrimoniale della start up innovative.

Credito di imposta per l'adeguamento degli ambienti lavorativi

Nel Decreto Rilancio è previsto un credito di imposta pari all'80% nelle spese sostenute nel 2020.

Proroga dei termini di ripesa della riscossione dei versamenti sospesi

Sono sospesi la riscossione dei versamenti relativi: 

  • alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati,
  • alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale,
  • all’imposta sul valore aggiunto e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

Sono sospesi per i mesi di aprile 2020 e di maggio 2020 a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione e degli enti non commerciali, aventi i requisiti previsti dall’articolo 18 del Decreto Legge n.23 del 8 aprile 2020, potranno essere versati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (al posto del 30 giugno 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020 (al posto del mese di giugno 2020).

Salvaguardia del credito

È previsto che il credito di 80 euro e il trattamento integrativo di 100 euro spettanti, fino al 30 giugno 2020 e dal primo luglio 2020 ai lavoratori dipendenti in possesso dei requisiti previsti nelle citate disposizioni siano riconosciuti anche nel caso in cui il lavoratore risulti incapiente per effetto del minor reddito di lavoro dipendente prodotto nell’anno 2020 a causa delle conseguenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Riduzione IVA per cessione di beni necessari al contenimento del COVID-19

Questa norma prevede l’inserimento nella tabella A, parte II-bis, allegata al DPR n.633 de 26 ottobre 1972, delle mascherine e di altri dispositivi medici e di protezione individuale, prevedendo che alle relative cessioni si applichi l’aliquota IVA del 5%.

Inoltre, in via transitoria e fino alla data del 31 dicembre 2020, visto il perdurare dello stato di emergenza sanitaria in atto le cessioni di tali beni beneficeranno di un regime di maggior favore prevedendo che le stesse siano esenti i da IVA con diritto alla detrazione dell’imposta pagata sugli acquisti e sulle importazioni di beni e servizi afferenti dette operazioni esenti.

Modifiche alla disciplina dell’Ivafe per i soggetti diversi dalle persone fisiche

Con riferimento all’imposta sul valore dei prodotti finanziari detenuti all’estero (IVAFE) da soggetti residenti nel territorio dello Stato, a decorrere dal 2020, è esteso anche agli enti non commerciali e alle società semplici ed equiparate che detengono attività di natura finanziaria all’estero, a decorrere dal 2020, oltre alle persone fisiche. Al fine di uniformare, il trattamento previsto, per i conti correnti e i libretti di risparmio dei soggetti diversi dalle persone fisiche, ai fini dell’IVAFE, a quello previsto per gli stessi soggetti, ai fini dell’imposta di bollo, con la proposta in commento si vogliono apportare le necessarie modifiche alle norme in vigore.

Incentivi per gli investimenti nell’economia reale

Tale misura di carattere strutturale vuole incentivare gli investimenti, sia in capitale di rischio sia in capitale di debito, nell’economia reale e, in particolare, nel mondo delle società non quotate, potenziando la capacità dei PIR, i piani di risparmio a lungo termine, di convogliare risparmio privato verso il mondo delle imprese. La disposizione mira a convogliare in maniera consistente gli investimenti verso imprese di minori dimensioni concedendo la possibilità, agli investitori, di costituire un secondo PIR con dei vincoli di investimento più specifici.

Fatturazione elettronica

La norma proroga dal primo gennaio 2020 al primo gennaio 2021 l’applicazione delle disposizioni recate dall’articolo 12-novies del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 che introducono una procedura di integrazione da parte dell’Agenzia delle entrate dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di Interscambio che non recano l’annotazione di assolvimento dell’imposta.

Sospensione della compensazione tra credito d’imposta e debito iscritto a ruolo

Con la finalità di immettere liquidità nel sistema economico anche a favore delle famiglie, la norma proposta consente di effettuare i rimborsi, nei confronti di tutti i contribuenti senza applicare la procedura di compensazione vigente prevista dall’articolo 28-ter del DPR n.602 del 29 settembre 1973. 

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