Ottobre è il mese dedicato all’educazione finanziaria: il progetto nasce per creare una cultura finanziaria-assicurativa nel nostro Paese.
Alla luce dell’emergenza COVID-19 che stiamo vivendo, il mese dell’Educazione Finanziaria acquista ancora più valore.
La Presidente ANIA, Maria Bianca Farina è intervenuta a Roma, nel corso della "Giornata dell'educazione assicurativa", organizzata dal Forum ANIA-Consumatori e dall'IVASS nell'ambito delle iniziative del Mese dell’Educazione Finanziaria 2020.
La cultura finanziaria-assicurativa come strumento per combattere il Cigno Nero
“Una delle conseguenze più evidenti della crisi è stata sicuramente lo scoprirci vulnerabili di fronte a un evento improvviso, inaspettato, di enorme impatto.” Questa è una delle prime frasi con cui la Presidente ANIA esordisce il suo discorso di benvenuto.
Non solo vulnerabilità dal punto di vista sanitario, ma anche e, soprattutto dal punto di vista economico "le difficoltà della nostra economia nei mesi del lockdown le conosciamo bene – e, di conseguenza, su quello finanziario. A fronte di questi gravissimi impatti, la prima considerazione che viene spontanea è quella della necessità di non farci trovare, in futuro, impreparati.”
E da qui, la Presidente si riferisce al “Cigno Nero”: una metafora che descrive un evento non previsto, che ha effetti rilevanti e che, a posteriori, viene razionalizzato inappropriatamente e giudicato prevedibile.
La teoria del Cigno Nero, sviluppata da Nassim Nicholas Taleb, è stata utilizzata per spiegare:
- L'importanza sproporzionata di determinati eventi di grande impatto, difficili da prevedere e molto rari, che esulano da ciò che normalmente ci si attende in campo storico, scientifico, finanziario e tecnologico.
- L'impossibilità di calcolare con metodi scientifici la probabilità di tali eventi rari e carichi di conseguenze (a causa della natura stessa delle probabilità molto piccole).
- Le distorsioni psicologiche che impediscono alle persone (sia come individui sia come collettività), di cogliere l'incertezza e il ruolo enorme degli eventi rari nell'andamento della storia.
Si perché il Cigno Nero, per definizione è imprevedibile, e farsi trovare preparati, come afferma la Farina, non è sempre così facile: “Ma una delle cose che certamente è possibile fare è migliorare le nostre conoscenze, capire meglio il complesso mondo dei rischi, abituarci a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per far fronte, al meglio, agli eventi inaspettati. E qui vengo al tema della nostra Giornata.”
“Mi ricollego ai risultati dell’indagine commissionata dal Comitato Edufin alla Doxa e svolta tra maggio e giugno scorso, ossia subito dopo la fine del lockdown. Risulta da quell’indagine che, a causa dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus, è aumentata significativamente la percentuale di famiglie che dichiarano di arrivare con difficoltà alla fine del mese: se prima della pandemia erano pari al 46%, adesso si attestano al 58%. Emerge, inoltre, una difficoltà generalizzata a far fronte a spese improvvise di media entità e che tale difficoltà è particolarmente accentuata tra i giovani, le donne, i residenti al Sud. L’indagine rivela, però, che disporre di solide conoscenze finanziarie può fare la differenza: il 49,5% di coloro che dichiarano di possederle sarebbe capace di affrontare una spesa improvvisa dell’entità indicata, contro il 27,7% del campione meno alfabetizzato. Si tratta di risultati che confermano in modo chiaro la stretta correlazione tra alfabetizzazione finanziaria e capacità di far fronte a momenti di crisi e di difficoltà.”
“Queste mi sembrano indicazioni particolarmente importanti in una fase come quella che stiamo vivendo. Al di là degli interventi emergenziali – comunque indispensabili per far fronte alle esigenze di breve periodo – emerge la necessità di investire nell’educazione finanziaria e assicurativa delle persone, che rappresenta uno strumento cruciale per rafforzare “strutturalmente” la resilienza di persone e famiglie.”
La Presidente Farina sottolinea le tendenze di lungo periodo che rendono l’educazione finanziaria e assicurativa essenziale per interpretare una realtà che sempre più diventa complessa, per valutare rischi e opportunità, per elaborare le strategie più idonee per adattarsi con efficacia ai cambiamenti in corso:
- l’invecchiamento della popolazione e la bassa natalità, aspetti che condizionano profondamente le scelte di ognuno di noi in relazione al risparmio, alla previdenza, alla gestione dei rischi. La pandemia ha fatto emergere nuovi bisogni di protezione e assistenza cui occorre dare risposte con strumenti adeguati;
- le trasformazioni del mercato del lavoro, accentuate dall’improvviso manifestarsi della pandemia. L’ampio ricorso al lavoro da remoto ha accelerato una tendenza già in atto, che si è andata ad aggiungere ad altri trend quali la flessibilità lavorativa, il crescente utilizzo della tecnologia, il nuovo sistema previdenziale. Si tratta di elementi che impongono una programmazione differente rispetto al passato ed evidenziano la necessità di predisporre piani e strumenti adeguati che assicurino al cittadino maggiore tranquillità per il futuro;
- l’evoluzione tecnologica, che consente anch’essa una maggiore facilità di accesso ai mercati e amplia enormemente la gamma di servizi disponibili, ma che può avere anche effetti distorsivi sui processi decisionali dei consumatori, ad esempio inducendo un eccessivo orientamento verso il breve termine o facilitando comportamenti impulsivi;
- infine, l’emergere di rischi nuovi e inattesi, che evidenziano la necessità di disporre di strumenti e conoscenze idonei a fronteggiarli. Su tutti, ovviamente, il rischio pandemico, ma non vanno trascurati i rischi connessi al cambiamento climatico, purtroppo in forte crescita, o quelli derivanti dal sempre più ampio utilizzo della tecnologia (cyber risk). L’impegno delle Istituzioni europee nel promuovere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, inoltre, è destinato ad accrescere l’importanza di compiere scelte finanziarie ben ponderate anche con riguardo ai profili di sostenibilità.
In uno scenario del genere, ciò che può aiutare è la consapevolezza, la capacità di gestire i rischi, anche se in Italia questa situazione è ancora carente:
-A fronte di un valore della ricchezza finanziaria detenuta dalle famiglie superiore, nel 2019 ai 4.445 miliardi di euro, è ancora ridotta la diffusione della previdenza complementare (meno di un lavoratore su 3 partecipa al sistema; con riguardo ai più giovani – con meno di 35 anni –, il tasso di partecipazione si riduce a 1 su 5. Si tratta, evidentemente, di una situazione non ottimale, che espone i lavoratori di oggi – specie quelli più giovani – al rischio di non disporre di risorse sufficienti una volta usciti dal mercato del lavoro, in uno scenario, di bisogni di protezione – e, dunque, di esigenze finanziarie – fortemente crescenti in età anziana.
- La crisi pandemica ha aumentato il risparmio precauzionale degli italiani e la preferenza per le forme di impiego più liquide. La ripresa economica necessaria per garantire il benessere futuro del Paese richiede ora che quote crescenti di risparmio vadano a sostenere l’economia reale, ma questo può risultare più difficile in assenza di conoscenze e competenze adeguate.
- L’Italia è il Paese europeo più esposto al rischio di terremoti e alluvioni e quello con la più ampia quota di ricchezza (oltre due terzi) investita in case e immobili. Per gli italiani la casa è il bene più importante, come dimostra il fatto che l’80% dei nuclei familiari ne possiede una. Le abitazioni rappresentano, per la maggior parte delle famiglie, la forma più rilevante di investimento della ricchezza accumulata durante tutta la vita. Eppure, solo il 48% delle unità abitative è coperto da una polizza assicurativa contro l’incendio. Se poi si considerano le coperture catastrofali, la situazione è ancora più grave: nonostante quasi l’80% delle abitazioni sia esposto a un rischio significativo di calamità naturali di vario tipo, solo il 4,5% delle stesse viene protetto da una polizza contro questi eventi.
Più in generale, nel settore delle assicurazioni a protezione dei beni, della salute e del patrimonio (escludendo l’assicurazione auto), l’Italia presenta un evidente gap di copertura rispetto agli altri principali Paesi europei: l’incidenza dei premi (escluso il settore auto) sul PIL è in Italia pari all’1% rispetto a una media europea del 2,6% e il premio medio per abitante del nostro Paese è circa un terzo di quello dei principali Paesi UE.
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