Bollettino IVASS gestioni separate 2015-2019

Bollettino IVASS gestioni separate 2015-2019

L'IVASS - Istituto di Vigilanza per le assicurazioni - ha pubblicato il bollettino inerente alle gestioni separate dal 2015- al 2019.

I dati riportati sono state estrapolati dalle imprese di assicurazione sulla vita collocate nel mercato italiano. Si forniscono informazioni sugli investimenti, sugli accantonamenti delle riserve tecniche, sulle garanzie di rendimento e sulle commissioni applicate.

In questo articolo la sintesi del bollettino IVASS e link diretto.

Sintesi Bollettino IVASS gestioni separate 2015-2019

Le Gestioni separate costituiscono una fattispecie italiana disciplinata dal Regolamento ISVAP n. 38 del 3 giugno 2011, a fronte dell’impiego degli attivi connessi alle polizze vita rivalutabili di ramo I e V.

Ecco la sintesi del Bollettino IVASS delle gestioni separate.

- alla luce della progressiva fusione delle Gestioni separate a seguito della concentrazione delle imprese, tra il 2015 e il 2019 si riduce il loro numero, passato da 319 a 273 per quelle in euro e da 25 a 14 per quelle in altra valuta. Le Gestioni con Fondo utili, si incrementano da 5 nel 2018 a 6 nel 2019. Gli attivi sono cresciuti del +20,6% rispetto al 2015 e sono pari a 552,6 miliardi di euro a fronte di riserve tecniche pari a 541 miliardi di euro;

- gli investimenti in titoli di stato e obbligazioni diminuiscono dall’86,2% del totale nel 2015 all’81,3% nel 2019. I titoli di stato italiani, l’attivo principale scelto dalle Gestioni separate, si sono ridotti dal 51,6% al 44%. Si riducono gli impieghi in obbligazioni societarie, passate dal 25% del 2015 al 24% del 2019. Le quote di OICR si incrementano in modo considerevole crescendo dal 9,6% del 2015 al 15,2% del 2019;

- il peso sia dei titoli di stato che delle obbligazioni societarie con un rating BBB si riduce, a vantaggio delle due tipologie di investimento con più elevato merito di credito;

- la struttura dei tassi garantiti evidenzia il peso rilevante del rendimento consolidato annuo, pari al 63% contro il 60% del 2015, mentre il rendimento best-of e la cedola minima sono pari, rispettivamente, al 32% contro il 25% del 2015 e al 5% contro il 15%;

- la struttura delle riserve tecniche per tasso di garanzia fa rilevare un incremento della quota con tasso garantito pari allo 0% dal 21% del 2015 al 60% del 2019, mentre quella con tassi garantiti compresi tra 0% e 2% si riduce dal 60% del 2015 al 29% del 2019;

- il tasso di rendimento trattenuto dalle imprese inizia a ridursi mostrando una decrescita dall’1 – 1,1% del 2016 – 2017 allo 0,9% del 2019. Il rapporto tra il rendimento trattenuto e quello lordo realizzato risulta crescente sino al 2017 (circa 35%), mentre inizia a ridursi dal 2018 e 2019 (circa 33%). Si segnala che il differenziale tra il tasso medio lordo di rendimento e quello retrocesso si attenua, passando dal 2,6% del 2015 all’1,9% del 2019.

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