Sono tre le novità dell’anno nel settore Insurtech: il consumatore digitale, l'open insurance , la nuova domanda di settore inediti.
Allo stesso tempo, di questa domanda c’è una risposta dell’offerta assicurativa del 1,5% del totale.
Insurtech: cresce la domanda digitale, ma resta bassa l’offerta assicurativa
Il Coronavirus, come abbiamo ripetuto più volte, ha spinto l’innovazione tecnologica nel settore assicurativo, oltre che a focalizzare l’attenzione su questa innovazione.
Tra le tecnologie sempre più in voga, IOT, blockchain, connected insurance, instant insurance, big data, etc, sono tre gli elementi che più di altri ci danno la cifra dell’Insurtech 2020: la crescita del consumatore digitale, dell’open insurance, e la nascita di una domanda specifica in settori inediti.
Il Consumatore digitale
Il consumatore digitale è colui che regolarmente acquista beni e servizi online, e a fine anno rappresenta il 31% circa del target assicurativo, contro il 12% nel 2010 e l’81% atteso nel 2030.
Il consumatore digitale è insoddisfatto dell’offerta attuale, in termini di accessibilità e usabilità, ed è favorevole ad un’offerta nuova, flessibile e innovativa. Di questi, il 74% è disponibile all’acquisto di un’offerta assicurativa nuova e digitale, e l’82% è interessato alle polizze on-demand.
C’è poi un 60% disposto a comprare tali prodotti da Amazon e Google, evidenziando il dinamismo di questa nuova domanda.
Lo sviluppo dell’Open Insurance
Ci sono quasi 100 player in Italia di natura non assicurativa che distribuiscono o sono pronti a distribuire un’offerta assicurativa digitale: non solo banche digitali, ma tutti quei soggetti intenzionati ad arricchire la propria offerta con un servizio assicurativo digitale, ovvero retailers, Utilities, Telcos ed Ecommerce players di vario genere.
Tali soggetti sono destinati ad avere un ruolo sempre più importante nella filiera distributiva assicurativa grande all’integrazione API di digital insurance.
La nascita di una domanda specifica in settori inediti
Comportamenti e scelte che anni fa non esistevano sono ora trend consolidati, e generano bisogni nuovi che chiedono una nuova offerta di protezione: nuove industries come la mobilità urbana, il food delivery, la sharing economy, la salute connessa, hanno creato ecosistemi inediti che rappresentano una nuova domanda di offerta assicurativa che si aspetta un’offerta dedicata.
E l’offerta assicurativa come risponde a questi nuovi bisogni?
A fronte della nascita di questi nuovi bisogni, l’offerta assicurativa resta ferma all’1,5% dell’offerta complessiva e tarda a svilupparsi in linea con il suo potenziale, lasciando sostanzialmente una domanda insoddisfatta.
A conferma, in Italia, gli investimenti su startup Insurtech, sono stati i più bassi rispetto agli altri paesi: nei primi 9 mesi dell’anno, a fronte di circa 5,5 miliardi dollari investiti in startup Insurtech a livello mondo e 600 miliardi di dollari a livello Europa, in italia ne sono stati investiti meno di 10 milioni pari a circa lo 0.2% globale. E nel 2019 era andata nello stesso modo.
Inoltre le stime di crescita che vedono l’insurtech a 25 miliardi per il 2024, si riferiscono principalmente agli Stati Uniti: nel triennio 2018-2020 le assicurazioni americane hanno investito per il 70% in Insurtech US based e le assicurazioni EU, tra i principali Corporate Venture capital mondiali, hanno investito per il 50% in Insurtech Statunitensi.
Anche a livello di percezione, tutto questo è confermato da uno studio dell’Italia Insurtech Association sulle priorità dei Top Managers assicurativi in Italia: l’Insurtech è, nel 2020, fra le priorità in ambito assicurativo solo per il 21% dei decision makers italiani contro l’82% dei loro colleghi centro-Europei. E solo il 14% vede l’Open Insurance come priorità di business contro il 40% della media Europe.




