Le assicurazioni e la gestione delle calamità naturali

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Riccardo Cesari, Consigliere di IVASS, durante il convegno su "Calamità: nuovi percorsi per la ricostruzione," ha discusso il ruolo cruciale sia degli interventi pubblici che dei meccanismi assicurativi nella gestione delle calamità naturali e dei cambiamenti climatici.

Le assicurazioni e la gestione delle calamità naturali

“Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide più urgenti e pressanti del nostro tempo” – così ha iniziato il suo intervento Cesari.

Gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti e intensi, stanno causando danni enormi sia alle proprietà che alle attività economiche.

Questi eventi hanno anche un impatto significativo sul bilancio pubblico, aumentando i costi di soccorso, aiuto e ripristino. 

Il cambiamento climatico impone risposte e strategie politiche complesse, a livello nazionale, europeo e internazionale e richiede significative riallocazioni di risorse.

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La mitigazione dei rischi

Prima di tutto, sottolinea il Consigliere IVASS, sono importanti gli interventi volti alla mitigazione dei rischi catastrofali, attraverso investimenti in infrastrutture resilienti, sistemi di allerta precoce e pianificazione del territorio.

Un’azione sicuramente necessaria, ma che da sola non è sufficiente: è necessario un intervento pubblico combinato con l'assicurazione privata. 

L’intervento pubblico, necessario perché non tutti i rischi sono prevedibili o assicurabili, deve avvenire tipicamente ex post, ripartendo gli oneri con le tasse e coordinando le attività di ricostruzione.

D’altro canto, l'assicurazione privata deve intervenire attraverso un meccanismo di ripartizione del rischio.

Cesari ha inoltre evidenziato l'importanza di politiche pubbliche adeguate per sostenere la diffusione delle coperture assicurative, minimizzando la selezione avversa e le distorsioni percettive.

L'Insurance Protection Gap

A livello europeo, continua Cesari, oggi è assicurato meno di un quarto delle perdite dovute a catastrofi climatiche.

In Italia, la situazione è ancora più critica, essendo uno dei paesi europei con il più ampio divario tra il rischio di calamità naturale (elevato) e il grado di copertura assicurativa attivata (scarso), noto come "Insurance Protection Gap". Questo fenomeno evidenzia la necessità di strategie più efficaci per aumentare la resilienza delle comunità. 

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La nuova legislazione italiana contro le catastrofi

Recentemente, l'Italia ha introdotto una forma di obbligatorietà assicurativa contro alcuni eventi calamitosi, come sismi, alluvioni, frane e inondazioni. La legge di bilancio di previsione dello Stato del 30 dicembre 2023 n. 213 prevede che, entro il 31 dicembre dell'anno corrente, le imprese stipulino contratti di assicurazione per coprire i danni subiti da beni materiali a causa di calamità naturali. Questa misura mira a ridurre l'onere finanziario delle calamità sul bilancio pubblico e a incentivare la diffusione delle coperture assicurative.

La legge si rivolge esclusivamente alle imprese commerciali e industriali mentre esclude le famiglie, alle quali, secondo le intenzioni del governo, sarà esteso l’obbligo entro la fine della legislatura. 

Cesari ha concluso sottolineando l'importanza di un approccio collaborativo tra le autorità di governo, le compagnie assicurative e tutte le parti interessate per sviluppare strategie di gestione del rischio efficaci.

L'IVASS sta contribuendo con il proprio supporto tecnico alla stesura del decreto attuativo, con l'obiettivo di creare un sistema sostenibile ed efficiente per affrontare le calamità naturali.

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