COVID-19: Indicazioni per il sistema assicurativo

COVID-19: Indicazioni per il sistema assicurativo

Daniele Franco, presidente dell’IVASS, durante l’evento Welfare Italia Forum 2020, espone il punto di vista dell’Istituto in merito al sistema di protezione sociale in Italia.

L’intervento di Daniele Franco durante l’evento Welfare Italia Forum 2020, organizzato da e The European House – Ambrosetti e Unipol, arriva subito al dunque:

Sono adeguate le pensioni in una situazione in cui le attese di vita continuano ad allungarsi?

È adeguata la risposta del sistema sanitario in vista di un invecchiamento della popolazione che spesso ha necessità di posti in terapia?

E’ autosufficiente la risposta alle forma di assistenza di lunga durata per un numero crescente di anziani?

Le indicazioni per il sistema assicurativo in un mondo post COVID-19

“In Italia, negli ultimi decenni questi temi sono stati oggetto sia di studi e dibattiti sia di molteplici interventi legislativi, che sono stati via via condizionati dalla performance economica del Paese e dalla situazione dei conti pubblici. È ancora presto per valutare in quale misura i termini economici fondamentali sottostanti tali questioni, che riflettono tendenze sociali e demografiche di lungo periodo, saranno modificati dalla profonda recessione causata dalla pandemia. In ogni caso, la recessione renderà certamente più difficile nei prossimi anni trovare un equilibrio tra esigenze diverse, quali quella di fornire buoni servizi e buone pensioni e quella di evitare un ulteriore aumento della pressione fiscale complessiva” – è la risposta del Presidente IVASS.

L’emergenza che stiamo vivendo ha accentuato le disuguaglianze sociali e economiche e di genere. Anche l’aumento del debito pubblico e il maggior peso assunto dalla spesa per pensioni (data la caduta del PIL) tendono ad accrescere gli squilibri generazionali.

“La risposta principale a queste tensioni sta in una ripresa sostenuta dell’economia, che recuperi nel più breve tempo possibile il terreno perduto a causa della crisi sanitaria e ponga fine alla lunga fase di stagnazione della nostra economia. Una riflessione sugli elementi costitutivi del nostro sistema di protezione sociale è tuttavia quanto mai opportuna. Bisogna ovviamente distinguere tra le soluzioni per l’emergenza, in cui vari comparti soffrono una forte caduta della domanda, e le soluzioni per il periodo successivo, quando l’economia sarà tornata a una situazione di normalità, anche se diversa da quella pre-pandemia.”

La pandemia ha confermato che l’intervento dello Stato è fondamentale, altrettanto importante è l’azione privata, in forma individuale o collettiva: il connubio tra i due potrà consentire di adattare le prestazioni sanitarie e previdenziali alle specifiche esigenze del singolo. In questo, fondamentale è il ruolo dell’industria assicurativa:

“Un settore assicurativo efficiente, che sostenga famiglie e imprese nella gestione dei rischi (incidenti, malattie, catastrofi naturali, ecc.), è uno dei fattori che contribuiscono ad accrescere il benessere della società e la competitività del sistema economico. In Italia vi sono ancora molti margini per la crescita del settore assicurativo.”

Nella previdenza, da alcuni decenni l’assetto istituzionale italiano è fondato su tre pilastri: pubblico, complementare, individuale. Il primo si fonda su contributi obbligatori determinati in base ad aliquote relativamente elevate, il secondo consente la possibilità di utilizzare a fini previdenziali le contribuzioni per il TFR, il terzo viene incentivato con sgravi fiscali. Il peso del secondo e del terzo pilastro resta tuttavia ancora modesto. I versamenti alla previdenza complementare sono insufficienti e discontinui soprattutto per quei lavoratori che più ne avrebbero bisogno per integrare le pensioni pubbliche (i giovani, i precari, le donne). Accanto a interventi volti a sostenere queste fasce della popolazione è importante lo sviluppo della cultura finanziaria, soprattutto tra i giovani.

Per lo sviluppo della previdenza di secondo e, soprattutto, di terzo pilastro è cruciale inoltre l’attenzione sui costi. La Covip rileva come dall’avvio della riforma della previdenza complementare, che mirava anche a innalzare gli stimoli concorrenziali all’interno del sistema, non si è sviluppata una tendenza alla riduzione dei costi, in particolare per i fondi aperti e per i piani individuali pensionistici di tipo assicurativo.

Nel comparto sanitario vi è l’esigenza di meglio definire le forme di collaborazione tra intervento pubblico e privato, anche con una revisione dell’assetto di regole e di controlli sulle diverse tipologie di soggetti privati che vi operano. Nel 2019 la spesa sanitaria complessiva è risultata pari a circa 155 miliardi; la componente privata è stata di 40 miliardi. Di questi, circa il 90 per cento proveniva dalla spesa diretta delle famiglie. Solo 4,3 miliardi sono intermediati da fondi sanitari integrativi, casse di assistenza sanitaria, società di mutuo soccorso o direttamente dalle compagnie di assicurazione mediante polizze individuali.

La gestione del rischio di perdita dell’autosufficienza nell’età avanzata non ha ancora trovato un assetto definitivo, anche per quanto riguarda il bilanciamento tra intervento pubblico e azione privata. In questo caso, a differenza delle coperture sulla salute, il rischio assicurato è legato non solo a un infortunio o all’insorgenza di una malattia, ma anche a forme di perdita graduale dell’autonomia. Al pari delle esigenze di tipo previdenziale, vanno privilegiate formule assicurative che garantiscano l’accantonamento di risorse nel lungo periodo. Anche qui la consapevolezza circa i rischi futuri può non essere ancora adeguata.

La pandemia ha confermato la vulnerabilità dei sistemi economici di fronte a eventi di tipo catastrofico. Occorre rafforzare sia la prevenzione sia la capacità di gestione delle crisi. Il settore pubblico e il settore privato devono cooperare sotto entrambi i profili. In generale, emerge un ruolo potenzialmente importante per l’industria assicurativa, che deve offrire a individui e imprese forme di copertura che affianchino l’intervento pubblico e rispondano alle esigenze specifiche degli utenti. Sta anche all’industria prospettare soluzioni e individuare schemi in grado di affiancare l’azione dello Stato.

“Dobbiamo quindi interrogarci su come il settore assicurativo possa contribuire, nel mondo post-COVID, ad aumentare la resilienza del Paese, muovendo sulle leve strategiche richiamate nel Rapporto e dai relatori che mi hanno preceduto: cooperazione pubblico-privato, tecnologia, educazione finanziaria e assicurativa.”

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