Polizze Dormienti: audizione del Segretario Generale IVASS

Polizze Dormienti: audizione del Segretario Generale IVASS

L’IVASS in questo anno ha affrontato un’indagine sulle cosiddette Polizze Dormienti, le polizze liquidabili ma non riscosse dai beneficiari. In questa audizione, il Segretario Generale IVASS, Stefano De Polis, fotografa la situazione attuale.

Polizze Dormienti: audizione del Segretario Generale IVASS

Come detto dal Segretario Generale IVASS, il “caso” sulle polizze dormienti è stato aperto dall’IVASS già nel 2017, richiedendo a tutte le imprese italiane operanti nel comparto vita il numero e il valore delle polizze vita venute a scadenza negli ultimi 5 anni, indicando quelle per cui le compagnie non avevano certezza della esistenza in vita dell’assicurato.

Dall’indagine sono emerse 4 milioni di polizze vita per le quali le imprese non erano in grado di dire se l’assicurato era vivo o deceduto, con situazioni estreme, come le 2.000 polizze di ultracentenari.

Un dato del genere evidenzia la difficoltà delle imprese di assicurazione di accertare in autonomia il decesso degli assicurati in assenza di una Anagrafe nazionale, dall’altro, la sostanziale inerzia nel tentare modi alternativi di accertamento del decesso.

Per stabilire il numero esatto del decesso degli assicurati, L’IVASS ha avviato una collaborazione con l’Agenzia delle Entrate per incrociare i codici fiscali degli assicurati con l’Anagrafe tributaria, che al momento – in attesa del completamento dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente - è la banca dati nazionale più ampia a cui fare riferimento per i decessi della popolazione.

l primo incrocio di dati, effettuato a gennaio 2018, ha riguardato 6,9 milioni di codici fiscali.

Dall’esame sono emersi:

153.000 decessi non noti alle compagnie, cui è seguita la richiesta di “risvegliare” 208.863 polizze (ovvero pagarle ai relativi beneficiari), per un totale di 3,8 miliardi di euro;

5.989 polizze prescritte, per un valore stimato di 54,4 milioni di euro da devolvere al Fondo. L’IVASS ha trasmesso al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) l’elenco di tali polizze per agevolare i controlli e, d’accordo il Dicastero, ha chiesto alle compagnie di fornire direttamente a quest’ultimo i dati definitivi e la conferma dell’avvenuta devoluzione al Fondo.

Il secondo incrocio è stato effettuato a settembre 2019 allargando il perimetro di indagine alle polizze scadute nel quinquennio 2001-2006 e a quelle scadute nel 2017:

- sono state così risvegliate altre 39.000 polizze per un valore di 533 milioni di euro;

- sono emerse anche ulteriori 1.544 polizze prescritte, per un valore stimato di 17,5 milioni di euro da devolvere al Fondo; i relativi elenchi, come concordato, sono stati comunicati al MEF.

L’indagine è stata ampliata anche alle compagnie UE operanti in Italia, risvegliando oltre 23 mila polizze estere per un valore di 492 milioni di euro. Sono state individuate 77 polizze prescritte, per un importo stimato di ulteriori 864 mila euro, da devolvere al Fondo e comunicate al MEF.

A fine 2020 l’IVASS ha effettuato un nuovo incrocio dei dati esteso per la prima volta alle polizze infortuni.

Sono stati incrociati 22,8 milioni di codici fiscali da cui sono emersi altri 332.655 decessi non noti alle imprese; le compagnie sono ora impegnate nelle verifiche, la conseguente ricerca dei beneficiari e i pagamenti. I risultati dell’attività svolta dalle imprese sono attesi per dopo l’estate 2021.

Polizze Dormienti: le azioni normative dell’IVASS

Già dal 2017, l’Istituto ha segnalato al Ministero dello Sviluppo Economico la necessità di una modifica normativa per consentire alle imprese di assicurazione l’accesso diretto all’istituto Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) – limitato nel suo iniziale disegno alle sole Pubbliche Amministrazioni - e a introdurre a carico delle compagnie un obbligo di consultazione almeno annuale per verificare l’esistenza in vita degli assicurati e rintracciare all’occorrenza i beneficiari.

Il D.L 23/10/2018 n. 119 (convertito con legge 17/12/2018 n. 136) ha previsto che le imprese di assicurazione (e le banche per i conti correnti) debbano effettuare entro il 31 dicembre di ogni anno l’accesso all’ANPR, a oggi quasi completata con 7652 comuni su 7860, per verificare l’esistenza in vita degli assicurati di tutte le polizze vita e infortuni presenti nei loro portafogli, comunicando poi all’IVASS l’avvenuto pagamento entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Sono state adottate anche nuove disposizioni regolamentari con lo scopo di facilitare la ricerca dei beneficiari, una volta accertato il decesso dell’assicurato. Infatti, il Regolamento IVASS n. 41/2018, ha:

disciplinato le modalità di redazione delle polizze per favorire la designazione del beneficiario in forma nominativa (anziché con formule generiche, quali “eredi legittimi” o “eredi testamentari”); a questo fine, l’informativa precontrattuale contiene l’avvertenza che in mancanza di tale indicazione l’impresa potrà incontrare difficoltà nell’identificazione del beneficiario; inoltre è prevista la possibilità per il contraente di indicare un referente terzo diverso dal beneficiario a cui l’impresa può far riferimento in caso di decesso;

previsto – salvo diversa esplicita indicazione dell’assicurato - l’obbligo di invio della comunicazione relativa ai termini di prescrizione e alle relative conseguenze anche ai beneficiari indicati in forma nominativa;

incluso i dati relativi al beneficiario e al referente tra le informazioni riportate nell’area del sito internet riservata al cliente, home insurance.

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