Come contrastare la sottoassicurazione?

Come contrastare la sottoassicurazione?

Durante il convegno “Il futuro è adesso. Monitor Mediolanum-Censis della social reputation dell’Italia”, il consigliere IVASS, Riccardo Cesari, ha espresso il punto di vista dell’IVASS in merito alla sottoassicurazione.

Il convegno, organizzato da Banca Mediolanum, Il Sole 24 Ore, tenuto il 03 novembre, ha visto come protagonista il mondo delle assicurazioni, in particolare il mondo delle sottoassicurazioni.

La sottoassicurazione: come contrastarla secondo l'IVASS

La sottoassicurazione nel ramo Danni è un fenomeno di vecchia data: Il livello dell’Italia, con 34 miliardi di euro, (1.9% del Pil nel 2018) è inferiore alla metà del livello medio OCSE (4.5%) e risulta persino in riduzione rispetto al 2.4% di 10 anni prima.

Cinque sono i fattori, secondo il Consigliere IVASS Riccardo Cesari, che generano questo fenomeno:

  • La scarsa educazione finanziaria e assicurativa della popolazione, comprovata da numerose indagini. Nel confronto coi paesi del G20 occupiamo la penultima posizione;
  • Il livello del reddito disponibile pro capite che risulta, anche in questo caso, sotto la media europea e sotto il livello dei principali paesi occidentali;
  • Una sistematica misallocaton della fiducia, troppe aspettative nell’intervento pubblico che, in assenza di specifici provvedimenti normativi o incentivanti, porta a fare affidamento nello Stato come “assicuratore di prima istanza” e garante per alcune coperture quali quelle per le catastrofi naturali;
  • La troppa sfiducia verso le assicurazioni, per la scarsa chiarezza e trasparenza dei contratti, le clausole di esclusione (di cui spesso ci si avvede dopo il sinistro), la scarsa comprensibilità dei prodotti per il pubblico in generale;
  • La troppa fiducia verso se stessi e le proprie capacità (overconfidence) che si traduce, ad esempio, in un eccesso di liquidità in c/corrente e in un eccesso di spesa sanitaria diretta (spesa out-of-pocket).

Le operazioni dell’IVASS contro la sottoassicurazione

“Sebbene molti fattori della sottoassicurazione travalichino le concrete possibilità di intervento dell’Istituto- afferma il Consigliere - tuttavia IVASS è da tempo impegnato a contrastare se non a ribaltare questa caratteristica che ha effetti negativi sul benessere di lungo periodo dei cittadini.”

Tra le operazioni elencate da Cesari:

La semplicità dei contratti

Il DIP (Documento Informativo Precontrattuale) o IPID ha costretto i provider a presentare ogni prodotto assicurativo con una scheda di 2-3 pagine standardizzata e chiara, da IVASS costantemente monitorata, che risponde alle domande chiave di chi cerca una copertura assicurativa (cosa è, chi la offre, cosa copre e cosa non copre ...) Inoltre si è fatto uno sforzo comune (con compagnie, intermediari, associazioni di consumatori), sebbene ancora non sufficiente, per una documentazione contrattuale semplice e chiara per linguaggio, accessibilità, concretezza.

La lotta alle frodi

Per ridurre i costi globali di un prodotto mutualistico come l’assicurazione la lotta alle frodi è fondamentale. L’archivio integrato antifrode (AIA) è un risultato notevole anche nel panorama internazionale, fornendo a tutti i soggetti coinvolti (compagnie, forze dell’ordine, magistratura, vigilanza) uno strumento potente di individuazione delle reti criminali attive nella r.c. auto. È in corso di sviluppo la sua estensione dalla fase liquidativa alla fase assuntiva. L’introduzione di uno strumento potente come la Network Analysis dovrebbe dare, nel corso del prossimo anno, risultati rilevanti.

L’Arbitro Assicurativo

Nell’arco degli ultimi 8 anni (2012-2019) i reclami ricevuti da IVASS (soprattutto nell’area Danni) si sono dimezzati, passando da 28 mila a 14 mila. Col Decreto Legislativo 68/2018 di attuazione della Direttiva europea IDD sulla distribuzione assicurativa, è stato introdotto l’Arbitro Assicurativo, per la risoluzione extra-giudiziale delle controversie. Una volta emanato il Decreto attuativo da parte di MISE e MIG, l’Arbitro potrà procedere verso la sua piena attività.

L’educazione assicurativa

L’IVASS è da molti anni attivo nel campo dell’educazione finanziaria e assicurativa dei cittadini. Lo fa con la formazione nelle scuole inferiori e superiori, con la produzione di prodotti multimediali (inclusi quiz e giochi online) e con la partecipazione nel Comitato nazionale per l’educazione finanziaria (www.quellocheconta.gov.it) che ha dedicato il mese di ottobre al lancio delle numerose iniziative educative presenti in Italia. In particolare, è in corso la prima indagine campionaria nazionale sulle conoscenze assicurative della popolazione i cui risultati potranno orientare meglio temi e obiettivi di alfabetizzazione assicurativa.

La riduzione dei due gap dell’RC Auto

Per recuperare spazio di spesa nei budget familiari, la riduzione del costo della r.c. auto, l’assicurazione danni obbligatoria nel campo della responsabilità civile da mobilità, è uno strumento importante. Fin dalla sua istituzione, a inizio 2013, IVASS ha messo in atto tutte le leve disponibili per ridurre progressivamente sia il gap internazionale tra il prezzo medio della r.c. auto in Italia e quello prevalente nei paesi Core-EU, sia quello interno, di cui un esempio è il differenziale tra il prezzo nella provincia di Napoli (valore massimo) e quello nella provincia di Aosta (ai minimi livelli nazionali).

Il Preventivatore online

È in dirittura d’arrivo il Preventivatore online, progetto di IVASS e MISE per la comparazione dei preventivi r.c. auto da parte di tutte le compagnie operanti nel ramo. Col prossimo anno, su qualunque tipo di device, sarà possibile chiedere un preventivo sia rispetto al c.d. “contratto base” sia rispetto a un contratto più personalizzato con clausole aggiuntive. L’effetto sulla mobilità della clientela, la concorrenza tra intermediari e imprese, la riduzione del livello dei prezzi dovrebbe essere significativo.

La copertura per le catastrofi naturali

IVASS sta studiando da tempo il rischio terremoti e alluvioni anche con analisi quantitative per la valutazione dell’esposizione e della vulnerabilità dei territori nazionali, certamente tra i più esposti a livello internazionale. Le stime effettuate di recente (R. Cesari e L. D’Aurizio, Calamità naturali e coperture assicurative: valutazione dei rischi e policy options per il caso italiano) indicano la concreta fattibilità di un sistema pubblico-privato di copertura dai terremoti sulla linea di numerosi paesi europei ed extraeuropei.

La sanità integrativa

A differenza del comparto pensionistico, riformato con grande lungimiranza ed efficacia a metà degli anni ’90, la sanità integrativa ha sofferto di tagli progressivi nel pilastro pubblico (almeno dal 2009) senza beneficiare di un intervento pienamente riformatore nel pilastro integrativo. In un recente intervento (R. Cesari, Ruolo e prospettive della Sanità complementare dopo il COVID-19) sono state indicate alcune linee di intervento per la costruzione di un sistema sanitario ad un tempo efficiente e universalistico, condizione indispensabile per valida strategia d’uscita dalla crisi pandemica.

La Long Term Care (LTC)

Qualcuno da detto, acutamente, che la vecchiaia è la cosa più inattesa che possa capitare a un uomo. Da questo punto di vista, il rischio di non autosufficienza fisica si presenta come una vera e propria “calamità naturale” che potrebbe essere affrontata con lo stesso approccio delle nat-cat. La sua rilevanza, soprattutto in Italia, è sottolineata dagli indicatori demografici che indicano una “dipendenza degli anziani” (rapporto over 65 / 14-65) record sia oggi che in prospettiva nel confronto con tutti i paesi avanzati. Al 2030 l’indice vale 45% per l’Italia, 43% per la Germania, 40% per la Francia e solo 35% per gli USA. Se al denominatore si mettesse non la popolazione in età da lavoro (40 mil) ma gli occupati (23 mil) l’indice verrebbe quasi raddoppiato. L’effetto combinato di aumento della speranza di vita e bassa natalità e immigrazione rischiano di far disintegrare il Welfare State se non si mette mano a riforme eque e lungimiranti, che, nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione sulla tutela della salute, costruiscano un piano nazionale, mutualistico e universalistico non tanto di protezione degli anziani quanto di copertura di tutta la popolazione dal rischio di non autosufficienza fisica.

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