Crediti di imposta decreti-legge Cura Italia e Rilancio: chiarimenti applicativi

Crediti di imposta decreti-legge Cura Italia e Rilancio: chiarimenti applicativi

Come trattare i crediti di imposta introdotti dai decreti legge n. 18/2020 - Cura Italia, e n. 34/2020 – Rilancio?

Data la peculiarità dei crediti di imposta, L’IVASS chiarisce come trattarli ai fini dell’iscrizione tra gli attivi a copertura delle riserve tecniche, dell’inserimento tra gli attivi di riferimento per il calcolo del rendimento delle gestioni separate e del trattamento contabile nel bilancio di esercizio.

Crediti di imposta decreti-legge Cura Italia e Rilancio: chiarimenti applicativi

I decreti legge Cura Italia e Rilancio hanno introdotto nell’ordinamento italiano misure fiscali di incentivazione connesse sia con spese per investimenti (es. eco e sismabonus) sia con spese correnti (es. canoni di locazione di locali ad uso non abitativo).

I crediti d’imposta introdotti dai Decreti possono essere iscritti tra gli attivi a copertura delle riserve tecniche qualora il portafoglio di investimenti, nel suo complesso, rispetti i criteri di sicurezza, qualità, liquidità e redditività e sia coerente con il profilo di rischio e la durata delle passività dell’impresa di assicurazione ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del Regolamento IVASS n. 24/2016.

Qualora i crediti d’imposta risultino ammissibili alla copertura delle riserve tecniche e siano idonei a generare una remunerazione, possono essere inseriti tra gli attivi di riferimento per il calcolo del rendimento delle gestioni separate ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento ISVAP n. 38/2011.

Riguardo al trattamento contabile, si ritiene che le imprese di assicurazione, che non adottino i principi contabili internazionali ai fini della redazione del bilancio di esercizio debbano iscrivere:

- i crediti di imposta nella voce E.III dell’Attivo “Altri Crediti”;

- i relativi proventi e oneri rispettivamente nelle voci del conto economico III.7 “Altri proventi” e III.8 “Altri oneri”.

I proventi, anche ai fini della determinazione del tasso medio di rendimento delle gestioni separate, sono ripartiti in base al tasso di interesse effettivo calcolato al momento della rilevazione iniziale del credito d’imposta secondo quanto previsto dall’OIC 15 (costo ammortizzato).

Successivamente alla rilevazione iniziale, l’impresa rivede le stime dei flussi finanziari futuri, con particolare riferimento alla capienza della propria posizione debitoria nei confronti dello Stato, e se necessario rettifica il valore dei crediti di imposta.

Le compagnie definiscono adeguate politiche e processi di governo e gestione del rischio in modo da assicurare che i plafond di acquisto dei crediti di imposta siano determinati in funzione della capienza attuale e prospettica della posizione debitoria della compagnia nei confronti dell’Erario, evitando così l’acquisto di un ammontare di crediti non congruo rispetto ai debiti utilizzabili per la compensazione.

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