Excess Liquidity Fee (Elf): un nuovo costo a carico degli intermediari con cui confrontarsi!

Excess Liquidity Fee (Elf): un nuovo costo a carico degli intermediari con cui confrontarsi!

Una nuova commissione sembra comparire tra le voci di pagamento delle imprese, tra cui gli Intermediari Assicurativi. La commissione è addebitata direttamente dall’Istituto di credito, su conti correnti specifici. In questo articolo tutte le informazioni.

Excess Liquidity Fee (Elf): un nuovo costo a carico degli intermediari con cui confrontarsi!

Le imprese, tra cui gli intermediari assicurativi, sono costretti a dover affrontare il nuovo costo variabile (commissione sulla liquidità denominata Elf) addebitato dagli Istituti di credito tra i costi relativi alla gestione dei conti correnti nell’ipotesi in cui la giacenza risulti superiore ad euro 100.000,00.

In questo articolo analizzeremo insieme:

  • le motivazioni di questa introduzione,
  • i presupposti applicativi
  • i suggerimenti operativi.

Cos’è Excess Liquidity Fee (Elf)?

Alcuni intermediari stanno ricevendo dalle banche con cui hanno aperto il conto corrente separato, ai sensi dell’art. 117 codice delle assicurazioni, dedicato quindi alla attività di intermediazione, la comunicazione che verrà addebitata loro una commissione per le giacenze di conto corrente che superano una certa soglia, in genere a partire dai 100 mila euro.

A causa dell’aumento della liquidità detenuta in conto corrente dagli italiani che risulta, tra l’altro, “immobilizzata”, gli Istituti di credito stanno addebitando alla cosiddetta “clientela corporate”, ossia alle imprese e ai titolari di partita iva, una nuova commissione bancaria denominata “Excess Liquidity Fee” (Elf) applicata nel momento in cui la liquidità sul conto corrente non oggetto di alcun investimento, ed è pari o superiore ad € 100.000,00.

Perché è stata applicata la commissione Excess Liquidity Fee (Elf)?

La decisione di introdurre questa “commissione sulla liquidità” da parte degli Istituti di Credito ha, di fatto, origine dalla disposizione della Banca Centrale Europea (BCE) di mantenere negativi i tassi di interesse sui depositi con l’evidente finalità di favorire e stimolare la concessione di finanziamenti alle imprese per sostenere l’economia dei Paesi dell’Eurozona.  Questa decisione, purtroppo, ha avuto un effetto domino in quanto le banche, al fine di non essere tassate dalla BCE per le proprie giacenze, hanno deciso di ribaltare sulle imprese questa tipologia di costi vanificando, di fatto, l’intento iniziale della Banca Centrale Europea. Restano fuori dall’applicazione di questa commissione sia le persone fisiche che gli enti senza finalità di lucro.

Le banche, seguendo le disposizioni del Testo Unico Bancario, hanno comunicato alla propria clientela la documentazione aggiornata in merito ai costi derivanti dall’accensione del conto corrente con l’indicazione, tra l’atro, dell’applicazione della nuova “commissione sulla liquidità” con le specifiche modalità di calcolo e l’importo della commissione stessa applicata (cosiddetta proposta di modifica unilaterale di contratto).

Suggerimenti operativi: come evitare la commissione Excess Liquidity Fee (Elf)?

Tralasciando in questa sede la politica adottata dall’Istituto di Credito che arriverebbe a temere anche la chiusura del rapporto di conto corrente, si evidenzieranno di seguito alcuni suggerimenti operativi.

L’intento è di offrire una soluzione per evitare l’applicazione della commissione sulla liquidità nei casi in cui - come per le società di intermediazione assicurativa – il prelievo forzoso non appare dovuto in quanto detta clientela corporate detiene solo temporaneamente e per obbligo di legge, la liquidità sui propri conti correnti in quanto incassa solitamente i premi pagati dagli assicurati per conto delle Compagnie di assicurazioni e li riversa successivamente a queste ultime al netto della provvigione loro spettante.

In attesa di sentire anche la valutazione dell’IVASS -Istituto di vigilanza del settore assicurativo, riguardo a questo inatteso aumento dei costi a carico degli intermediari assicurativi, si suggerisce semplicemente di:

  • aprire più conti correnti con Istituti di credito differente qualora si detenga una buona disponibilità di denaro al fine di restare sotto soglia in quanto abbassandosi la soglia di denaro depositata in più Istituti di credito, nessuno di questi applicherà la commissione sulla liquidità e men che meno obbligherà mai alla chiusura del rapporto di conto corrente. In questo caso, sarà opportuno indicare conti correnti di appoggio differenti negli avvisi di scadenza delle polizze inviati agli assicurati al fine di incassare i premi annuali avendo cura di rispettare il suindicato limite;
  • in generale, ridurre i tempi di giacenza dei premi o degli indennizzi, presso il conto corrente separato, ex art. 117 codice assicurazioni, al fine di evitare cumuli che facciano scattare la soglia di commissione.

Allo stato dell’arte, a parer mio, non pare trovare accoglimento da parte del singolo Istituto di Credito una eventuale richiesta di esenzione o non applicazione della citata commissione sulla liquidità avanzata al proprio consulente di filiale.

Infine, non appare una soluzione giuridicamente proponibile quella di investire i premi incassati dagli assicurati in eventuali fondi comuni di investimento (sebbene con garanzia della restituzione del 100% del capitale investito), in quanto sarebbe giuridicamente inibito all’intermediario assicurativo poiché le somme contenute nel conto corrente separato costituiscono un patrimonio autonomo rispetto a quello dell’intermediario medesimo, mentre attraverso operazioni di investimento da svolgersi con le liquidità che fanno parte del conto corrente dedicato, si perderebbe forse tale requisito, oltre alla possibilità di rendere difficoltoso impedire azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione, caratteristiche tutte vincolanti per un conto corrente separato, ex art. 117 codice delle assicurazioni.

È indubbio, quindi, che tale costo aggiuntivo porterà gli intermediari assicurativi (e non solo) ancor di più a dover valutare in alternativa lo strumento della fideiussione bancaria, sempre prevista dallo stesso art. 117 codice assicurazioni, sebbene al ricorrere del merito creditizio.

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