Le nuove sfide del settore assicurativo tra revisione di Solvency II e sostenibilità

Le nuove sfide del settore assicurativo tra revisione di Solvency II e sostenibilità

Il Segretario dell’IVASS, Stefano De Polis, interviene in merito alla trasformazione del settore assicurativo post pandemia: quali sono le nuove sfide da affrontare?

Le nuove sfide del settore assicurativo tra revisione di Solvency II e sostenibilità

“Dobbiamo oggi partire dalle lezioni della crisi per interrogarci su come il comparto assicurativo possa contribuire, nel sistema economico post COVID-19, alla ripresa e allo sviluppo.”

Durante il convegno, il Segretario IVASS interviene sul ruolo del settore assicurativo nella ripresa economica post COVID-19:

“La gravità e i disastrosi effetti umani ed economici dei rischi pandemici hanno inoltre radicato il convincimento che sia necessario un nuovo modello di sviluppo fondato sul concetto di sostenibilità - ambientale, sociale e di governo (ESG) - che implica una trasformazione profonda dell’economia e della società. Oggi tutto questo si intreccia con la rivoluzione digitale e quindi siamo dinanzi ad una duplice transizione, digitale ed ecologica.”

Dobbiamo oggi partire dalle lezioni della crisi per interrogarci su come il comparto assicurativo possa contribuire, nel sistema economico post COVID-19, alla ripresa e allo sviluppo:

  • nella sua funzione tipica di assunzione dei rischi (shock absorber), fornendo protezione a famiglie e imprese, minimizzando gli effetti di eventi non prevedibili;
  • nella sua veste di investitore istituzionale, canalizzando risorse finanziarie verso investimenti di lungo termine riservando attenzione alla transizione verso un’economia sostenibile.

Le nuove sfide del settore assicurativo: funzione tipica di assunzione dei rischi

Per alcuni rischi, data la dimensione e rilevanza, sono necessarie determinazione, nuove regole e forme di cooperazione tra pubblico e privato: basti pensare alle sfide poste dai cambiamenti demografici e soprattutto climatici, alla tenuta del welfare state, alle calamità naturali che sempre più spesso colpiscono aree del nostro Paese e dell’Europa e del mondo.

Per altre tipologie di rischi il mix di successo si fonda più sullo sfruttamento della leva tecnologica, sull’esigenza di accrescere la consapevolezza di cittadini e imprese verso i rischi e gli strumenti per gestirli (educazione assicurativa) ma, soprattutto, su un’offerta – assicurativa e riassicurativa - adeguata nel disegno e nel collocamento dei prodotti.

Nel nuovo contesto e in presenza di una crescente offerta che si avvale di ambiti e tecnologie digitali, è necessario andare oltre la compliance; è fondamentale un supplemento di responsabilità verso la clientela basato su fiducia e sicurezza.

Le nuove sfide del settore assicurativo: veste di investitore istituzionale

In questo contesto si inserisce la revisione Solvency II. Doveva essere il consueto primo tagliando della Direttiva entrata in vigore nel 2016; gli eventi di questi anni hanno imposto una riflessione più ampia.

La Commissione Europea aveva già indicato nel 2020 come obiettivo della Capital Markets Union la liberazione di risorse per gli investimenti sostenibili, di lungo termine, da indirizzare anche al finanziamento delle PMI. Questa prospettiva va progressivamente oggi ad integrarsi con quella del Green Deal dell’Unione Europea, rafforzato nel 2021 con il piano “Pronti per il 55%” che indica le politiche per raggiungere nel 2050 gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione.

In questa prospettiva la proposta di revisione normativa di recente avanzata dalla Commissione Europea introduce temperamenti volti a limitare l’eccessiva volatilità nel breve termine del requisito patrimoniale, non adeguatamente mitigati dalle cosiddette misure di lungo termine.

È stato annunciato l’intendimento di rivedere il Regolamento delegato 2015/35 per introdurre modifiche volte a migliorare la risk sensitivity dei requisiti di capitale, intervenendo sul risk margin e sul trattamento degli investimenti a lungo termine, specie azionari.

Il pacchetto prevede anche, tra l’altro:

- una direttiva europea sul risanamento e sulla risoluzione delle imprese assicurative, trovando soluzioni che siano attente alle specificità del business e del mercato assicurativo e diano certezza circa la capacità delle Autorità di gestire situazioni di crisi anche gravi. Da rilevare, con un certo disappunto, l’assenza di misure di armonizzazione degli schemi di garanzia a livello europeo, strumenti preziosi per garantire agli assicurati ambiti e livelli armonizzati di protezione in caso di fallimento. Il mercato europeo è unico quando si collocano le polizze; è disgregato, o forse meglio caotico, quanto gli assicurati devono far valere i propri diritti nei casi di crisi e insolvenza cross-border;

- una nuova metodologia di estrapolazione della curva risk free;

- strumenti di gestione del rischio sistemico.

I parametri e le misure per concretizzare questi obiettivi sono rimandati ad un futuro regolamento delegato per cui, al momento, non è possibile apprezzarne gli effetti in concreto. Resta in ogni caso il principio per cui gli investimenti di lungo periodo devono essere maggiormente considerati nel calcolo del margine di rischio.

“Per quanto riguarda in particolare il Volatility Adjustment (VA) – afferma il Presidente IVASS -che rappresenta il principale strumento di mitigazione della volatilità per il settore assicurativo italiano - è stato condotto un articolato processo di revisione; un indubbio passo avanti rispetto al passato, migliorabile in taluni aspetti per rafforzarne gli effetti anticiclici. Stiamo lavorando a supporto dei Ministeri competenti in tale direzione.”

È necessario vigilare gli effetti prociclici delle scelte normative ma anche ai possibili effetti macroeconomici e prudenziali delle scelte di investimento delle compagnie.

Nelle recenti crisi che hanno colpito il sistema finanziario il settore assicurativo ha tendenzialmente svolto un ruolo di stabilizzatore, di shock absorber anche lato investimenti, in virtù di un modello di business in cui – nel comparto vita e soprattutto in Italia – trovano ancora spazio prodotti con garanzia e strategie di investimento di tipo “buy and hold”.

Il comparto assicurativo, e in particolare le compagnie più grandi, già da tempo hanno assunto consapevolezza del ruolo e della responsabilità che la loro azione ha per la transizione verso una economia circolare, ecosostenibile, a bassa emissione di carbonio.

In linea con il Piano di Azione europeo del 2019 (Green Deal), le compagnie e i riassicuratori stanno lavorando per adeguare la capacità di cogliere rischi e opportunità associati al cambiamento climatico (sviluppando anche con l’aiuto della tecnologia le valutazioni del rischio intrinseco e di transizione), innovare i prodotti di protezione, indirizzare gli investimenti alla sostenibilità.

La Commissione europea ha recentemente adottato (4 giugno 2021) l'atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia dell'UE, uno strumento che introduce, tra l’altro, criteri per stabilire quali attività apportano un contributo sostanziale agli obiettivi del Green Deal.

In tale nuovo contesto normativo, alle assicurazioni non-vita è riservato un ruolo rilevante nell’ambito dell’assunzione dei rischi e sono identificate come attività economiche che contribuiscono in modo sostanziale all'adattamento ai cambiamenti climatici se soddisfano specifici criteri normativi in materia di:

  • posizione di leadership, di avanguardia, nella modellizzazione e nella determinazione del prezzo dei rischi climatici;
  • progettazione dei prodotti;
  • soluzioni innovative di copertura assicurativa
  • condivisione dei dati;
  • elevato livello di servizio in situazione post-catastrofe.

Per quanto riguarda il ruolo di investitori istituzionali delle imprese di assicurazione, devono essere tenute in considerazione le tre linee di azione della UE:

- una tassonomia europea delle attività sostenibili anche per limitare i rischi – allo stato non trascurabili - del greenwashing;

- i nuovi obblighi di informativa al pubblico (disclosure) cui sono tenute le imprese finanziare, ivi comprese quindi le compagnie di assicurazione (Sustainable Finance Disclosure Regulation, SFDR);

- gli indici benchmark di misurazione della transizione verso gli obiettivi del piano e standard di investimento sostenibili con specifiche etichette ecologiche, che possano aiutare a orientare gli investitori, anche retail (Ecolabel).

Le nuove sfide del settore assicurativo: il ruolo delle istituzioni

È in discussione anche una modifica di Solvency II per integrare i temi di sostenibilità nelle analisi di scenario ORSA e dare mandato all'EIOPA per la ricalibrazione dei parametri NAT CAT almeno ogni tre anni. Inoltre, all’EIOPA verrebbe conferito il mandato di studiare – entro giugno 2023 – i margini per un trattamento prudenziale dedicato delle esposizioni relative a investimenti o attività associate in modo sostanziale a obiettivi ESG (ad esempio con l’introduzione di un green supporting factor).

L’IVASS segue da vicino il completamento del quadro normativo europeo e i lavori in corso in ambito EIOPA:

“Gli obiettivi più importanti che le autorità finanziarie dovrebbero perseguire sono, io credo, due. Il primo consiste nel promuovere un’adeguata valutazione dei rischi climatici da parte delle istituzioni finanziarie; il secondo, nel creare le condizioni per mobilitare in modo efficace ed efficiente la finanza privata. Per entrambi gli obiettivi, è fondamentale accrescere la disponibilità di informazioni affidabili e comparabili, sia sul piano degli indicatori statistici, sia su quello delle regole per la diffusione di informazioni a livello aziendale.”

Evoluzione del quadro regolamentare europeo e internazionale, governo consapevole dei rischi e capacità di integrare i fattori di sostenibilità (ambientali, sociali e di governance) nelle strategie aziendali sono già oggi un elemento imprescindibile per la creazione del valore nel medio-lungo periodo.

Accedi all'intervento completo

Ultimi articoli

Image

Cosa Possiamo fare per te?

© 2012 Intermediari Assicurativi - IAss Copyright UniFAD s.r.l. - PI./CF.: 01967470681 – C.S. €20.000,00 i.v. - www.unifad.it
Skin ADV